Post

Immagine
  Come immaginate che si svolga una visita in psichiatria? Sapete com'è una tradizionale visita medica, che guarda abitualmente alle condizioni del corpo e non a quelle dell'anima. Non pensate che la mia sia una psichiatria antiquata e sorpassata, perchè essa è in consonanza con quella di Franco Basaglia, che giungeva alla rivoluzionaria chiusura dei manicomi. Certo non mancano oggi farmaci ansiolitici antidepressivi e antipsicotici, di radicale significazione terapeutica, che si devono prescrivere quando è necessario. Ma se il cuore non pulsa in noi non saremo di aiuto al paziente. Nulla si comprende della sofferenza psichica, nelle sue diverse forme di espressione, se non si conoscono gli intrecci emozionali, ardenti e complessi, che sono in essa. Ancor prima delle domande contano gli sguardi, e la loro impalpabile liquida atmosfera, che consentono a chi sta male di sentirsi accolto, come persona amica e non come persona estranea, da esaminare con freddezza e da l...
Immagine
La pratica quotidiana della speranza. Storie di guarigioni. A cura di Giuseppe Tibaldi Prefazione di Don Ciotti Il libro uscito nell’estate del 2020 porta a riflettere, attraverso spiegazioni di applicazione di nuovi metodi di cura ( open dialogue) e il racconto di vive storie di guarigioni, sul ruolo fondamentale della speranza nel percorso di cura. Nelle pagine si parla di speranza riguardo alle malattie mentali, ma ci vien da dire che la speranza è ciò che ci sostiene nella vita di ogni giorno. Don Luigi Ciotti nella prefazione ben lo afferma : La speranza è la tensione di vita che si fa progetto. Ogni persona spera , e non potrebbe fare altrimenti , perché ogni esistenza è iscritta nel “ registro” del possibile. Se togli alla vita la speranza, le togli il suo elemento, l’aria grazie a cui respira, la terra su cui cammina. La speranza è struttura stessa dell’esistenza, come desiderio irriducibile di nuovo e di futuro, di vita ch esi aggiunge alla vita. Si spera per...
Immagine
 PICCOLO MANUALE DI SOPRAVVIVENZA IN PSICHIATRIA Di Ugo Zamburru e Angela Spalatro – Edizioni Gruppo Abele Il libro fa una panoramica sulla situazione della psichiatria in Italia (e nel mondo) partendo dalla riforma Basaglia, di cui mette in luce i pregi (la legge 180) ma anche le mancate o parziali realizzazioni. Illustra quindi quali sono le strutture, pubbliche e private, in cui si articola oggi il servizio psichiatrico, mettendone in luce la scarsità di risorse, anche rispetto ad altri settori del Servizio Sanitario Nazionale. Ciò mentre il numero di persone con disagio psichico è in costante crescita di anno in anno. Le pagine forse più interessanti del libro sono nel capitolo intitolato “ I falsi miti della psichiatria”. In questo capitolo Zamburru e Spalatro diffondono speranza, in un campo che ne è spesso desolatamente privo, laddove demoliscono alcuni luoghi comuni (la schizofrenia non guarisce, i farmaci bisogna prenderli per tutta la vita, l’asserita obiet...

Sottogruppo stigma frasi significative

Frasi venute fuori parlando in gruppo della sofferenza mentale La cosa più brutta nella sofferenza è l’indifferenza degli altri: la sofferenza del non essere capito E’ molto triste l’abbandono da parte della famiglia, forse per paura e non conoscenza. Famiglia vera vuol dire che nessuno viene abbandonato.    Il rapporto con la famiglia è centrale per un aiuto durante la sofferenza. Ci sono problemi sia con la famiglia che a scuola per mancanza di dialogo.   Solitudine e isolamento fanno male. Ero sola con la mia gatta. Per lei sono stata costretta ad uscire. Mio fratello non riusciva ad accettare la malattia. Non si dava pace, non accettava la malattia e la situazione, ne era scioccato.  Mi servirebbe un lavoro per autonomia finanziaria. E’ importante conoscere e riconoscere quando si sta male, non aver paura di curarsi e di prendere farmaci quando necessario.    Insegnare a scuola la psicologia. E’ grave la mancanza di informazione nella scuola, nelle...

Riflessioni di un’anima in movimento

Immagine
Mi piace leggere, mi piace scrivere, mi piace scoprire idee nuove, nuove menti, pensieri e cervelli in movimento. Anche se poi mille dubbi, mille insicurezze inondano la mia vita vado avanti, lasciando indietro il passato, ripensandoci sorrido perché mi serviva proprio quel periodo buio, sofferente per risalire la vetta. Wow c’è lo fatta ho piantato la mia bandierina sulla mia strada, prima meta raggiunta.  E’ ora di rimettersi in cammino con una consapevolezza diversa, non meno sofferente, non meno dolorosa, perché come dice un mio carissimo amico “la vita è sofferenza”. Ma dipende tutto da come riesci ad affrontarla, reagire positivamente valorizzando e sostenendo le tue risorse. Attraverso un percorso di fiducia nelle tue abilità cresce la fiducia nella vita e nel piacere che essa può dare. Nutriti di cose piacevoli, inventati ogni giorno, tutto questo crea prosperità, realizza la tua natura e i tuoi talenti, pensaci … cosa ti piacerebbe fare, cosa desideri, cosa ami di più. Non...

La recovery è possibile!

Immagine
Questa è la toccante testimonianza di una ragazza che ha patito un lungo percorso di sofferenza psicologica ed ora che sta meglio ha deciso di condividerlo con noi. Io ho fatto un lunghissimo percorso: dal buio alla luce! Come il titolo del vostro video del gruppo Conoscere per migliorare.  https://www.youtube.com/watch?v=tAbYDLkZMug . Ora mi ritrovo a stare bene senza che me ne accorga. In realtà devo dire grazie a una mia forza interiore che mi ha aiutato a combattere e che in tutti questi anni non ho mai smesso di lottare contro una forza negativa che mi bloccava.  Secondo me ci sono certe persone che ce la fanno su tutto pur avendo sofferto ma che hanno un dono, quello di farcela. Ho cominciato a stare male a dodici anni e da lì in qualche modo sono cresciuta più in fretta perché in fondo sapevo e mi accorgevo di tante cose che succedevano intorno a me, ero già grande. Ho avuto il primo ricovero un po’ prima dei diciotto anni. In quel periodo volevo fare t...

Pensieri...

Immagine
E allora ecco i miei pensieri……. Cosa fare di fronte a persone sofferenti? Mettersi in gioco con umiltà, mettendo in conto che si può fallire, accettando pure di sbagliare strada e di rimetterla in discussione se non porta risultati o se addirittura può essere controproducente, cercare di non avere troppi programmi da manuali diagnostici, tenere soprattutto conto delle differenze di ogni persona sofferente, alla sensibilità e personalità di ognuno, ai propri sintomi, alle proprie paure e difficoltà. Non restare ancorati ai propri schemi di riferimento ma focalizzarsi sull’altro e sulle sue capacità, fare emergere le risorse di ognuno, dalle più semplici e banali a quelle più complesse, aprire la strada all’incontro e allo scambio costruttivo seppur estremamente faticoso e incerto tra emozioni forti e contrastanti. Una considerazione che ho sempre fatto è quella di considerare il proprio medico (psichiatra o psicologo) come una persona che comunque è costretta, con la sofferenza ...