La storia di vita di una mia paziente è una testimonianza della ricchezza umana che c’è nella malinconia. anche quando ha sconfinamenti depressivi. In alcune pazienti troviamo straordinarie doti di analisi interiore, di descrizione delle emozioni. Dalle parole di Maria Teresa: “Non riesco a liberarmi da questa angoscia. Non ne posso più. Di che cosa è fatta questa sofferenza? Il dolore fisico in confronto non è nulla! Tutti i contatti umani sono tragici. Mi sento come prigioniera nelle sabbie mobili e i tentativi per uscirne, sempre più blandi e disperati, raggiungono il solo fine di farmi precipitare più a fondo! Mi sento colpevole, mi detesto. Questa sofferenza mi annulla !!”. Ai bordi di un dolore incomunicabile, queste parole andrebbero ascoltate nel silenzio e nello sgomento del cuore; mi ha insegnato cose indelebili sulla fragilità umana, sui suoi abissi dai quali così facilmente ci allontaniamo temendoli. Ancora: “E’ più che una sofferenza fisica, ci si sente divers...
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La mia esperienza di psichiatra, per trenta anni nei servizi psichiatrici pubblici, si è caratterizzata nella ricerca di valori psicodinamici e ora scelgo il prof Borgna, fenomenologo, per esprimere quelli che sono anche i miei convincimenti, quelli sulla cui base ho cercato di svolgere i miei compiti. Eugenio Borgna, nato nel 1930, è psichiatra, saggista ed accademico. Primario del manicomio di Novara, già nei primi anni ’60 ha adottato metodi di cura incentrati sul dialogo e l’ascolto. Ha aderito e collaborato attivamente alla rivoluzione basagliana. Nell’ultimo testo, intitolato I GRANDI PENSIERI VENGONO DAL CUORE. EDUCARE ALL’ASCOLTO, scrive dell’ “ intelligenza del cuore” , per intuire l’indicibile. Ha cercato di comunicare anche a studenti liceali cosa sia realmente la “follia” e quanta umanità in essa sia contenuta; scrive n ella speranza che chi eventualmente incontra questa sofferenza, in sé o negli altri, non ne abbia troppa paura e a...
Dovremmo essere abituati a distinguere il silenzio, che nasce dalla meditazione, dalla riflessione, dalla preghiera e dalla contemplazione, dalla timidezza e dalla insicurezza, da quello che nasce invece dalla tristezza e dalla malinconia dalla angoscia e dall'inquietudine dell'anima, dalla depressione e dalla disperazione. Nel silenzio le parole sono sostituite dai linguaggi dei volti, degli sguardi, delle lacrime e del sorriso, che dovremmo sapere decifrare e interpretare. Il silenzio inquieta e non sappiamo cosa possa nascondersi nel venire meno delle parole e magari non pensiamo alle risonanze emozionali del nostro silenzio nel cuore di chi ci guarda; ci sono silenzi che intimidiscono, aggrediscono, fanno paura. Una distinzione ancora più radicale è quella che separa il silenzio dal mutismo, nel quale si diventa monadi dalle porte e dalle finestre chiuse e non ci sono parole nè emozioni autentiche da comunicare agli altri e, cosa ancora più dolor...

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